venerdì 2 dicembre 2011

Roma: Aggressione fascista con bastoni e mazze

Aggressione fascista con mazze e bastoni contro il capogruppo del Partito Democratico del IV Municipio Paolo Marchionne e quattro ragazzi dei giovani democratici Pietro Liverotti, Luca Quartu, Agostini e Tommaso Scrivano. É accaduto la notte scorsa nel quartiere Valli dove i giovani democratici stavano affiggendo manifesti sul recupero dei beni confiscati alle mafie. All’improvviso i giovani del Partito Democratico sono stati accerchiati da una decina di persone vestite di nero ed incappucciate che con bastoni e mazze hanno cominciato a malmenarli ed inseguirli. Fra gli aggressori Alberto Palladino di Casapound, in arte Zippo, riconosciuto e denunciato ai carabinieri che fortunatamente sono intervenuti pochi minuti dopo l’inizio dell’aggressione, mettendo in fuga il gruppo di fascisti che si é disperso lungo via dei Prati Fiscali. I ragazzi aggrediti sono stati ricoverati agli ospedali Pertini ed Umberto I, dove saranno tenuti in osservazione per le prossime dodici ore. Refertati trauma cranici, suture alle ferite alcune delle quali alla testa, sugli zigomi e sulle sopracciglia. Un braccio rotto per uno dei ragazzi che ha tentato disperatamente di resistere all’aggressione del branco. Oggi alle ore 12 il Partito Democratico ha indetto una conferenza stampa presso la sede di Piazza Sempione.

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domenica 27 novembre 2011

La grande truffa del governo tecnico e della salvezza nazionale

Quando il Premier del governo di destra più cialtrone e reazionario che l’ Italia abbia mai avuto nella sua storia repubblicana ha rassegnato le sue dimissioni, come tanti italiani esasperati ho provato soddisfazione : ho sperato che una stagione fosse finita e che assieme a Berlusconi potesse scomparire anche il “berlusconismo” . Ho sperato che per l’Italia dei deboli, dei poveri, degli umili, potesse finalmente sorgere un’ alba di speranza.
Invece ora mi trovo a vivere la “grande truffa del governo tecnico” del professor Monti: ovvero la diretta e cinica realizzazione delle imposizioni del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea al nostro Paese.
Vedo cancellare la sovranità nazionale dell’Italia, la Costituzione Repubblicana, ogni forma di reale espressione della volontà popolare, prima fra tutte la possibilità di votare in libere e democratiche elezioni o referendum : i diktat di Bruxelles e la famosa lettera Draghi-Trichet è assimilabile agli ululati dei “mercati” contro l’ipotesi del referedum greco, che hanno imposto la pronta marcia indietro dell’ ignavo e mediocre governo Papandreu.
Il nostro Presidente della Repubblica ha il merito di aver costruito la strada per l’inevitabile e improrogabile uscita di scena di Berlusconi, ma è criticabile dal punto di vista della legalità Costituzionale, che avrebbe dovuto difendere strenuamente : non ha saputo o voluto farlo.
La prova dell’illegalità Costituzionale è evidente : nessuno dei componenti del nuovo governo “tecnico”è ovviamente stato eletto dal Popolo, eppure insistono sulla necessità di attuare “misure impopolari” : che dunque saranno misure antipopolari. Ne è uscito un altro governo di casta, definito di “salvezza nazionale”, ovvero “tecnico”, che riesce anche ad avere la rassegnata fiducia di oltre l’80% degli italiani.
Ma è falsa la prima definizione (salvezza nazionale) : non salverà il paese ma obbedirà al diktat della finanza, colpendo come sempre le fasce più deboli della popolazione. Ed è falsa anche la seconda (tecnico) : è il più politico dei governi del secondo dopoguerra, perché sancisce l’assoggettamento del nostro paese a una “governance” dura, implacabile, straniera e palesemente ostile al nostro Paese. Molti si illudono che il professor Monti voglia fare davvero cose giuste ed eque, sostenibili dal Paese : ma lui non è al governo per questo.
Non lo è neppure per fare una decente legge elettorale con cui andare finalmente a votare democraticamente: lui è arrivato soltanto per fare eseguire gli ordini della Banca Centrale Europea e i 39 punti della lettera di Draghi-Trichet. E sembra parodiare la “rivoluzione culturale cinese”, quando dichiara l’esigenza di “educare il popolo” : già lo disse con chiaro riferimento alla Grecia e adesso proverà anche con noi.
Eppure non occorreva un governo di “tecnici” : bastava un governo di persone oneste e sagge, che protette da statura morale e da prestigio intellettuale, fossero in grado di respingere le prevedibili potenti pressioni che si sarebbero esercitate contro di loro e il nostro Paese e poi di varare una nuova legge elettorale, democratica, proporzionale e con le preferenze, per andare a elezioni in tempi rapidi. Questi uomini e queste donne in Italia ci sono, ma il Presidente Napolitano non è andato a cercarli : ha preferito consultare la stessa casta politica responsabile del disastro. Ora il governo di “salvezza nazionale” promette “riforme per la crescita”… ma tutti gli indicatori dicono che noi andremo in recessione, insieme all’intera Europa, unita solo in questo.
Il debito, che ora viene usato come una spada di Damocle sul capo degli italiani, non può e non deve essere “onorato” con manovre di bassa macelleria sociale, che ridurrebbero drasticamente non solo il tenore di vita di larghissime masse popolari, ma annullerebbero i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana nata dalla Resistenza. Il debito è una truffa , perpetrata ai danni della popolazione inerme, che crea benefici soltanto per i soliti privilegiati : il debito devono pagarlo coloro che lo hanno prodotto. Compito del Presidente della Repubblica dovrebbe essere, tra gli altri, quello di sottrarre il Paese al ricatto dei potenti, siano essi interni o esterni al Paese : in nome della Costituzione. Se non lo farà lui, proverà a farlo la popolazione a cui è stato impedito di votare, ma che deve almeno potersi esprimere, in tempi brevi, con un referendum sul tema del debito : anche se alla Grecia è stato impedito, l’Italia è ancora in grado di farlo.
Non è sterile rivendicazione, ma democratica opposizione : ci atteniamo ai nostri diritti Costituzionali, perchè ad essi non intendiamo rinunciare. Abbiamo il dovere di difendere la Costituzione e questo ci dà il diritto di difendere il Paese e noi stessi contro ogni violazione delle sue norme. La sovranità che abbiamo delegato a questa Europa non è stata usata nell’interesse del Popolo, nel rispetto dei nostri principi Costituzionali : abbiamo dunque il diritto di chiederne la restituzione , almeno fino a che questa Europa cessi di essere feudo dei banchieri e cominci a corrispondere agli Ideali di chi, come Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, hanno creduto davvero negli “Stati Uniti d’Europa”.
Per respingere l’ ”ordine di servizio” preparato a Bruxelles e vidimato dal Quirinale su pressione dei grandi centri finanziari occidentali, bisogna mobilitare la più vasta opposizione sociale e prepararsi a costruire una nuova opposizione politica, degna di questo nome.
P.S.

Come nelle lettere, voglio finire con un “post scrittum” , che arriva direttamente dall’altro secolo, precisamente da 47 anni fa : “I governi cosiddetti tecnici o amministrativi sono i peggiori governi politici che si possa immaginare. Il loro scopo è quello di fare il contrario di ciò che la sovranità popolare ha indicato : sono antipopolari e reazionari.“
Firmato : Palmiro Togliatti.

sabato 26 novembre 2011

Parma: Casapound contro i partigiani, interviene l’Anpi


Un giornaletto distribuito agli studenti, la Resistenza liquidata come ”raffiche di mitra, violenze e stupri”. Riecco Casapound, i “fascisti del terzo millennio”. Dopo la presentazione del libro Nessun Dolore, lo scorso 8 aprile nel quartiere Cittadella militarizzato, il gruppo d’ultradestra torna sulla scena con un attacco alla Lotta di liberazione e all’Anpi in una città già attraversata dalle polemiche per la targa alla Rsi posta al cimitero .

Manelli preoccupata - Sulla fanzine parmigiana i futuristi del Duemila - ai quali il sindaco di Bologna Virginio Merola ha appena negato gli spazi per la presentazione di Nessun dolore - pubblicano la foto di un partigiano col foulard dell’Anpi. La didascalia è chiarissima, malgrado qualche passaggio criptico: “Contro il ghigno di un vecchio bastardo bombardamenti indiscriminati, raffiche di mitra, violenze e stupri, altro che Resistenza”. Il giornaletto è stato distribuito davanti al Bodoni e ad altre scuole, elemento che pone in allarme Gabriella Manelli presidente dell’Anpi: “Chiamerò la questura – commenta – al di là delle affermazioni deliranti che si smascherano da sole, mi chiedo come sia possibile che una manifestazione di chiaro stampo fascista possa svolgersi tranquillamente davanti alle scuole”.

Accanto alla foto Casapound riporta un editoriale – ripreso dal sito nazionale del movimento – che parte dall’uccisione di Gheddafi per abbozzare un parallelismo con la Lotta di liberazione del ‘43-’45 in Italia: “Non basta un Rais a fare un Duce – vi si legge – ma basta un’ora di viltà (…) per fare un partigiano” .

Lo spunto dell’articolo è la figura di Mohammed, il ragazzino con la pistola d’oro che i videotelefonini di Sirte hanno consacrato giustiziere di Gheddafi. Nell’esprimere riprovazione per la crudeltà del gesto, l’autore sterza continuamente sulle vicende storiche di casa nostra: “I partigani non sempre hanno un Duce da linciare, a volte basta un Rais pagliaccesco (…)”. Quindi quell’immagine con la scritta Anpi: scelta insolita per Casapound, più spesso incline a dribblare riferimenti diretti a fascismo e antifascismo: “Non è un attacco all’Associazione partigiani – ribatte ora Pier Paolo Mora, responsabile di Casapound Parma - sono i fatti che dicono queste cose”. La Manellli però non ci sta: “Difficile anche ribattere alle assurdità scritte, piuttosto è il luogo in cui l’episodio è avvenuto a rendere grave la cosa”. Per Mora però si è trattatto di un semplice “volantinaggio fatto da studenti… l’Anpi – si lascia sfuggire – non ha nient’altro da fare”. (marco severo)

Fonte: ParmaRepubblica

giovedì 17 novembre 2011

GIORNATA NAZIONALE DEL TESSERAMENTO


Potrai trovarci a Pianoro in via Risorgimento domenica 20 novembre alla mattina con un nostro banchetto. Per ritrovarci e conoscere nuovi iscritti

venerdì 11 novembre 2011

La chiusura del Museo di S. Anna di Stazzema e’ un affronto gravissimo all’Italia intera, alle sue radici, al suo futuro

Il Museo di S. Anna di Stazzema - dedicato alle 560 vittime della strage nazifascista del 12 agosto 1944 - da lunedì sarà costretto a chiudere a causa della decisione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali di tagliare i fondi ad esso destinati.

Tale provvedimento – che denuncia un’assoluta irresponsabilità e inadeguatezza rispetto al dovere istituzionale di tutelare e promuovere la memoria, fondamento primo del vivere civile di un Paese – è un affronto gravissimo ai martiri della barbarie nazifascista, ai loro familiari, alle italiane e
agli italiani tutti.

L’ANPI, nel denunciare fortemente questa vergognosa iniziativa del Ministero,
fa appello a tutti i democratici, agli antifascisti, ai partigiani, a tutte le coscienze sensibili affinché facciano sentire la propria voce, e dichiarino che la memoria non si tocca.

Perché il cuore della memoria batte nella democrazia, nei diritti.
Nella libertà.
 

Chi tocca S. Anna di Stazzema offende e minaccia tutto questo.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

mercoledì 9 novembre 2011

“L’Europa dei giovani sempre più a destra” E tra i partiti ‘estremi’ spunta anche al Lega


Secondo il think tank britannico Demos, i movimenti estremisti fanno sempre più adepti tra i giovanissimi. Comune denominatore, l'odio per lo straniero. E tra i partiti italiani spicca il Carroccio accumunato a Casa Pound

Nazionalisti, xenofobi e sempre più di estrema destra. Questo è il ritratto dei giovani in Europa secondo l’ultimo rapporto pubblicato ieri a Bruxelles dal think-tank britannico Demos. “The new face of digital populism” scatta la fotografia di una nuova generazione di giovani europei arrabbiati, disillusi, amareggiati ma soprattutto in disperata ricerca di identità.

Proprio la forte identità nazionale sembra il nuovo aggregatore degli under 30 nei 27 Paesi Ue, che sempre più spesso, secondo Demos, si riconoscono in movimenti o gruppi di estrema destra. A volta si tratta di veri partiti, come la Lega Nord in Italia o il Front National in Francia, ma spesso di semplici gruppi organizzati e apartitici, che anzi non disdegnano l’anti-politica. “Mentre numerosi Paesi europei hanno gli occhi puntati sulla loro economia, un’altra crisi di fiducia si prepara. In tutta l’Europa, i giovani si sentono abbandonati dai partiti tradizionali e dai loro rappresentanti e manifestano simpatia per i gruppi populisti”, avverte Jamie Bartlett, uno degli autori dei report.

Giovane è tra l’altro l’approccio allo studio stesso, realizzato in gran parte grazie a domande e risposte fatte su Facebook a circa 11mila simpatizzanti di 14 gruppi di estrema destra in undici Paesi europei, per l’Italia Casa Pound e appunto la Lega Nord. Tra i nemici comuni troviamo l’islamismo, visto da sempre più ragazzi come una minaccia che “si insinua a casa nostra”. E poi ancora la globalizzazione che “distrugge i diritti dei lavoratori”.

Ma qual è il profilo del giovane di estrema destra. Innanzitutto giovanissimo, spesso minorenne. Tre volte su quattro maschio, anche se la percentuale rosa non si può sottovalutare. Nella maggior parte dei casi lavoratore (54% dei casi), poi studente (30%), infine disoccupato (14%). Alla domanda “perché fai parte di un gruppo di estrema destra”, le risposte vanno dai valori di gruppo condivisi, all’identità, alla paura dell’immigrato.

Di sicuro la politica non è vista come la soluzione al problema. “I giovani hanno perso la fiducia nel loro governo, nelle istituzioni europee e nella giustizia. Ai loro occhi, i principali partiti politici hanno perso il contatto con la realtà, sono insipidi e lontani, incapaci di rispondere alle difficoltà che incontrano quotidianamente nella vita di tutti i giorni”, riassume Bartlett che scrive quanto sia “necessario prendere sul serio le loro inquietudini”. Infine “i responsabili politici europei devono scuotersi, ascoltare e rispondere”.

Vediamo i principali movimenti o partiti di estrema destra attivi in Europa.
Lega Nord (Italia) Rapido excursus del movimento federalista e secessionista dagli anni Novanta all’ultimo governo Berlusconi.
Bloc identitaire
(Francia). Fondato nel 2003, è un movimento di strada che vuole creare un network di movimenti regionalisti ispirandosi apertamente alla Lega Nord italiana. Si oppone al consumismo, alla globalizzazione e all’immigrazione. Diventato famoso per la “zuppa di maiale”, piatto provocatoriamente anti musulmano.
British National Party
(Gran Bretagna). Fondato nel 1982 da John Tyndall, ex leader del neo-Nazi National Socialist Movement, dal 2010 ammette solo membri bianchi. L’attuale leader ha più volte dichiarato che “L’Islam e la nostra società non si integreranno mai”.
CasaPound
(Italia). Nasce nel 2003 a Roma durante un’occupazione di studenti di estrema destra: rifiuta il libero mercato e ha tra le sue principali battaglie il diritto alla casa, motivo per cui ha organizzato l’irruzione sul set de Il Grande Fratello nel 2009.
Dansk Folkeparti
(Danimarca). Si tratta del terzo partito danese fondato nel 1995 da Pia Kjærsgaard. Ha partecipato alla stesura di molte leggi sull’immigrazione, tra cui quella che rende difficile il permesso di soggiorno per il coniuge extraeuropeo di un non danese.
English Defence League
(Gran Bretagna). Fortemente anti islamico, vive con la paura della Sharia, tant’è che i suoi membri si credono parte di una organizzazione per i diritti umani.
Front National
(Francia) fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen e oggi diretto dalla figlia d’arte Marine. Velatamente antisemita, raccoglieva alla sua nascita il supporto dei simpatizzanti della repubblica fascista di Vichy, è arrivato al ballottaggio per le elezioni presidenziali nel 2002 perdendo poi contro Chirac, appoggiato perfino dai socialisti. Il passaggio di testimone da padre a figlia ha spostato l’obiettivo della discriminazione dagli ebrei ai musulmani.
Partij voor de Vrijheid (Olanda). Fondato nel 2004 dal carismatico Geert Wilders, vede nell’immigrazione la causa principale dei problemi di welfare, alloggi, trasporti e infrastrutture pubbliche. Cerca da anni di proibire la costruzione di moschee nel Paese e di imporre una tassa alle donne che indossano il velo.
Die Freiheit
(Germania). Fondato nel 2010 dall’ex cristiano democratico René Stadtkewitz, si ispira apertamente al PVV di Wilders. In visita in Israele a fine 2010, ha firmato la “Jerusalem Declaration” per proteggere i valori occidentali giudeo cristiani dal fondamentalismo islamico.
Freiheitliche Partei Österreichs
(Austria). Fondato addirittura nel 1956, raggiunse il 26.9% dei voti nel 1999 andando al governo con i popolari. Forzatamente anti europeo, fece mettere l’Austria sotto sanzioni Ue per la sua politica razzista.
Fremskrittspartiet (Norvegia). Nato nel 1973, è finito sulle pagine dei giornali per aver ospitato nelle sue file il giovanissimo Anders Breivik, il pazzo omicida che lo scorso luglio a ucciso decine di giovani socialisti a colpi d’arma da fuoco. I membri del partito hanno preso le distanze da questo folle gesto, ma non hanno abbandonato le loro posizioni anti islamiche e xenofobe.
Perussuomalaiset (Finland). Detti “True Finns”, salgono alla ribalta politica finlandese grazie agli scandali che coinvolgono membri degli altri partiti del Paese. Xenofobi ed euroscettici, hanno opposto duramente l’aiuto economico agli Stati del sud Europa, in primis Grecia.
Sverigedemokraterna
(Svezia). Accusato inizialmente di avere legali “nazisti”, hanno abbracciato negli anni Novanta lo slogan “Mantieni la Svezia svedese”.
Vlaams Belang (Belgio). Leader è Bruno Valkeniers, il partito lotta per l’indipendenza delle Fiandre tramite secessione del Paese. Nasce dalla dissoluzione forzata del Vlaams Bloc, formazione di stampo fascista dissolta dopo l’accusa di istigazione al razzismo.

Fonte: il fatto quotidiano