sabato 17 settembre 2011

Blood and Honour Italy

L'evento era di quelli da non perdere, I venticinque anni del VFS cioè del più antico e organizzato gruppo neonazista di questo Paese, la succursale italica della più grande e pericolosa rete di estrema destra internazionale (Blood and Honour), un netework i cui attivisti si sono resi protagonisti di disordini e violenze a sfondo razziale, anche omicide (in particolare nell'europa dell'est ed in sud america) e che conta gruppi affiliati in più di trenta paesi.
Ma quest'anno, in quel di Revine Lago – nei pressi di Vittorio Veneto -, oltre al consueto raduno del white music e alla rimpatriata con camerati spagnoli e tedeschi (ricordiamoci che il VFS è stato spesso lo spezzone straniero più numeroso nei grandi eventi neri, a livello europeo, come la Marcia per Rudolf Hess) c'è qualcosa di più.
Lo spaesamento, quando non la completa decadenza, della galassia naziskin italiana negli ultimi anni è stato significativa: troppo forte, a destra, l'appel mediatico di gruppi come Casa Pound, troppo poco significative l'entrismo nella compagine del PDL di esperienze come la scissione dalla FiammaTricolore e l'ingresso ne La Destra di Storace, operata da Piero Puschiavo , non a caso il vecchio leader-fondatore del VFS, l'anno scorso.
Se a questo poi si aggiungono i problemi giudiziari e l'isolamento della componente naziskin romana e il continuo frazionismo interno del vecchio bastione milanese (la galassia Hammer Skin), una istantanea della scena bonheads italiana è alquanto deludente. Un palco e un ruolo il VFS lo dà ancora a Maurizio Boccacci (ex leader di Movimento Politico, poi di Base Autonoma ed ex dirigente di Fiamma Tricolore), ora ispiratore di Militia, micro-organizzazione la cui unica attività è stata quella di affiggere per Roma striscioni antisemiti, razzisti e contro il sindaco Alemanno ma anche contro altre organizzazioni neofasciste.
Ancora una volta quindi tocca alla componente veneta fare bilanci e rilanciare progetto e discorso , specie in un anno in cui la Crisi Globale, nella semplicistica lettura politica di fase di questi neonazisti, non fa che esasperare il controllo delle "elites giudaico-bancarie" sulle vite dei cittadini dell'Europa bianca e cristiana ed il melting pot, figlio della globalizzazione, inonda le nostre coste di migranti incapaci di integrarsi nella nostra cultura, come dimostrano i riot di Londra di questa estate.
Significativi furono gli adesivi, a firma VFS, comparsi a Padova ed in altre città del veneto: “Droga/Stupri/Morte, il nostro futuro sbarca a Lampedusa” o le prese di posizione in favore del nazionalismo serbo e in ultimo in solidarietà all'eurodeputato leghista Mario Borghezio per le sue dichiarazioni “comprensive” verso Anders Behring Breivik, responsabile della strage di Utoya e dell'autobomba a Oslo del 22 Luglio scorso.
Dunque, come pomposamente afferma Giordano Caracino, giovane portavoce del VFS succeduto 3 anni fa a Piero Puschiavo, “squillino le trombe, l'adunata è chiamata”, l'invito era rivolto alle “realtà vicine al frastagliato arcipelago della destra radicale italiana, col preciso intento di dar vita ad una 3 giorni di dibattiti e confronti sull’ attuale situazione che investe un’intera area politica ed una comunità umana”.
La risposta non si è fatta attendere: in cartellone c'erano infatti due tavole rotonde: la prima “Europa sconfitta?”, l’incontro a cui doveva partecipare anche l’On. Borghezio, in cui figurano tra i relatori Argo Fedrigo (presidente del “ Comitato di Liberazione Monetaria”), Mario Consoli (difensore di diversi teorici revisionisti), Adriano Tilgher (storico esponente di partitucoli e iniziative neofasciste, attualmente in forza a “La Destra”), Antonio Venier, dei “nazionalisti serbi” . La seconda invece dal titolo “Idee e Comunità tra strada e web, realtà a confronto”, momento presieduto da Maurizio Boccacci. Presenti le principali realtà neonaziste italiane: dai pugliesi di Apulia Skinheads a Lealtà ed Azione ( la testa politica del neonazismo milanese della vecchia Skinhouse), da Sardinia Skinheads ( gli organizzatori del festival estivo di RAC- music "Sei diventata nera") all'associazione Giustizia-Giusta (creatura di una vecchia conoscenza della strategia della tensione, recentemente scomparsa, Paolo Signorelli), dai nazimaoisti veronesi di Alternativa Antagonista al centro culturale Ritter ( vero e proprio spazio comune della destra milanese dalla Lega Nord agli HammerSkin), ai romani di SPQR-skinheads.
Alla finestra ma comunque della partita anche Casa Pound e Forza Nuova, che hanno partecipato al'incontro con la presenza di due associazioni di loro prossimità, rispettivamente Popoli e Cervantes, d’altronde entrambe le organizzazioni hanno condiviso con il VFS percorsi comuni (CasaPound ed il VFS sono stati insieme in Fiamma Tricoloare fino al 2008). Da notare anche la partecipazione dell’associazione e libreria romana “Raido”,che si muove in maniera trasversale nel variegato arcipelago della destra radicale da quella di governo a quella più tradizionalista ed oltranzista.
Cosa cambierà dopo questo meeting? Una nuova vitalità e voglia di fare sembra attraversare i network di naziskin italiani: all’indomani della chiusura dell’incontro veneto è stato annunciato per il 28 e il 29 ottobre, il 28 è l’anniversario della Marcia Su Roma, il primo raduno della divisione nazionale del network “Blood and Honour” nella Skin House di Roma. La Skin House di Roma altro non è che “Casa Italia Colleverde”, occupazione di Casa Pound animata dagli S.P.Q.R Skin veterani del circuito bonehead della capitale. Casa Pound, che ha costruito un immagine pubblica molto diversa da quella del naziskin, non riesce quindi al di là delle operazioni di facciata a rompere veramente con le sue radici ben piantate nella storia di organizzazioni neofasciste e naziskin come Movimento Politico e Base Autonoma. Chissà che diranno di questa iniziativa i padrini politici di Casa Pound nel Pdl e nel Comune di Roma che hanno coccolato e innaffiato di soldi e patrocini i “fascisti del terzo millennio”?!

Fonte: Valerio Renzi , Elia Rosati  -  Osservatorio democratico  -  12/09/2011

sabato 10 settembre 2011

L'A.n.p.i. di Pianoro al fianco di Genova Antifascista


A.n.p.i. , A.r.c.i. e C.g.i.i. di Genova hanno diffuso un comunicato nel quale respingono con forza il proposito di fare svolgere il raduno razzista e neonazista annunciato dal "partito nazionalista italiano" per il 22 e 23 settembre a Genova.
A.n.p.i. , A.r.c.i. e C.g.i.l. sottolineano come in questa estate rovente, fatta di infinite , manovre finanziarie che hanno il sapore di rappresaglie punitive nei confronti delle persone oneste, delle lavoratrici e dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati, di tutti i contribuenti che pagano le tasse, nessuno sentiva la mancanza delle deliranti parole d'ordine pronunciate da neo nazisti come Gaetano Saya e i biechi individui del suo sedicente "partito nazionalista italiano", che facendosi fotografare in divise che richiamano quelle dei gerarchi nazisti, dichiarano di aver rifondato il Msi-Dn (senza nessuna denuncia da parte degli ex-missini...) adottando il simbolo di un sole nero al posto della svastica e il motto "Nobiscum Deus", tanto simile al "Gott mit uns" dei nazisti. Saya e i suoi squadristi ce l'hanno ovviamente con "gli omosessuali, gli ebrei, i comunisti e gli stranieri, peggio se "negri".
In pieno agosto è pervenuta la dichiarazione del parlamentare Scilipoti, esperto nel rapido cambiamento di casacche, che si proclama onorato di aderire, senza pudore o vergogna, al movimento neonazista di G. Saya, già peraltro sostenitore di S. Berlusconi.
E' impossibile non ravvisare in questa situazione difficile che stiamo vivendo, sia a livello economico che politico e sociale, come vi sia un'atmosfera che perdura ormai da troppo tempo e che facilita l'operare di troppi loschi e pericolosi figuri sulla scena italiana. Ci sono parlamentari della destra che propongono di cancellare la disposizione Costituzionale che impedisce la rinascita del partito fascista, altri che cercano di cancellare la storia, equiparando la dittatura con la Libertà, i carnefici con le vittime, i Partigiani della Resistenza con i criminali fascisti complici dei nazisti. E' stato appena respinto in Parlamento, con grande fatica, un decreto legge che con l'assurdo alibi del risanamento economico, voleva cancellare le festività laiche del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno: in realtà si voleva e si vuole ancora cancellare la Memoria storica del popolo italiano e il suo senso di Identità.
A.n.p.i. , A.r.c.i. e C.g.i.l. chiedono che le istituzioni locali e nazionali esprimano esplicitamente l'indisponibilità ad ospitare manifestazioni e appuntamenti che hanno come obiettivo la diffusione dell'odio razziale e chiedono inoltre una netta presa di distanza da parte di coloro che rappresentano il Governo italiano e che vergognosamente subiscono il fascino di movimenti illegali come quelli di estrema destra, dichiaratamente neofascisti.
Genova è città democratica. Antifascista e simbolo della Resistenza: siamo certi saprà ancora una volta rispondere con civiltà, ma con indispensabile fermezza, a chi vuole seminare odio, intolleranza e violenza .

lunedì 8 agosto 2011

3° Campeggio Internazionale delle Resistenze


domenica 31 luglio 2011

2 AGOSTO 1980


Sono passati trentuno anni dalla strage del 2 agosto 1980.  

La bomba che esplose nella sala d’aspetto della Stazione di Bologna costò la vita a 85 persone, vittime inermi e innocenti di quell’ atroce crimine neofascista.    
                                                                                                                     
Da quel giorno abbiamo assistito a incredibili depistaggi e vergognose menzogne di Stato, volte a coprire e proteggere i mandanti della strage, così come è avvenuto per tutte le stragi che hanno insanguinato il Paese negli ultimi decenni del secolo scorso.   
                                                                                                           
Ancora oggi non riusciamo ad avere nessuna verità e nessuna giustizia.  

E il progetto è sempre lo stesso : non esiste miglior sistema per esercitare al meglio il controllo delle menti e dei cuori di una popolazione, che utilizzare il deterrente della paura e del terrore.

 I governi che si sono susseguiti in questi trent’anni non hanno mai perseguito l’etica della verità  e le tante bugie, le negligenze, le corruzioni, le violenze, ci consegnano oggi un Paese impaurito, sfiduciato e ipocrita, sull’orlo di una involuzione e una degenerazione civile molto pericolosa.

Ma non può certo essere la paura ad annichilire un Paese nato dalla Resistenza e dalla lotta antinazista e antifascista : è possibile e indispensabile opporsi a tutto questo, ricreando e difendendo spazi di libertà, di partecipazione e di solidarietà, in cui la Memoria non sia vissuta soltanto come cerimonia, ma venga intesa come pratica concreta di confronto e di lotta democratica, come antidoto al terrorismo, al neo fascismo e ai rischi autoritari connessi.

L’A.n.p.i. di Pianoro denuncia quindi, con forza, ogni manipolazione revisionista, si unisce al corteo che martedì 2 agosto raggiungerà la Stazione di Bologna e partecipa alle celebrazioni, al fianco  dell’Associazione tra i familiari della strage e a tutti i sinceri democratici che non vogliono dimenticare l’orribile crimine neofascista, rilanciando la necessità e l’urgenza di una società diversa da quella attuale, libera dalla paura e dal terrore.

giovedì 16 giugno 2011

Abbiamo avuto un quorum grande

La generosa affluenza degli italiani alle urne referendarie del 12 e 13 giugno è stata francamente sbalorditiva e tanto gratificante per chi quei referendum ha testardamente e coraggiosamente voluto : d’ora in poi nessuno potrà più contestare la volontà popolare di riprendersi beni pubblici come l’acqua, la salute e la giustizia.


Ma ora è inutile negare che era stato anche chiesto un chiaro segnale d’insofferenza verso il Premier e il suo governo di mercenari : quel segnale è arrivato forte e pesante.
E un messaggio altrettanto chiaro è arrivato alle caste della politica : dopo anni di assenteismo elettorale progressivo, dopo milioni di schede bianche e nulle, è tornato il desiderio di esprimere democraticamente la propria volontà.

Il quorum è arrivato nonostante i sabotaggi mediatici e i trucchi burocratici, facendo risaltare ancora di più il successo dei 4 SI’ : un successo arrivato soprattutto perché i partiti dell’opposizione si sono messi al servizio dei comitati referendari e dei movimenti della Società civile e non hanno preteso il contrario.


Anche Pianoro ha risposto magnificamente e con il 69 % d’ affluenza ha dimostrato di “avere un quorum” veramente grande e ha ricompensato generosamente la passione con cui il Comitato “Pianoro per 4 SI’ ai referendum” , che ha visto lavorare armonicamente assieme il PD, Rifondazione Comunista, l’Italia dei Valori, Sinistra e Libertà, i Verdi, l’A.n.p.i. , la Cgil, lo Spi, l’A.r.c.i. , il circolo culturale “Un pozzo d’idee”, il Tavolo per la Pace : questa esperienza ha dimostrato, se ce ne fosse stato il bisogno, come solo con l’unità d’intenti e d’azione possono arrivare soddisfazioni e vittorie.

Il Comitato ha lavorato per quasi due mesi, con serate a tema, con eventi mirati, con banchetti ai mercati e davanti alla Coop, con volantinaggi davanti alle scuole, con il dialogo con la gente, che mai come stavolta ha dimostrato la voglia di conoscere e di partecipare a questa grande battaglia democratica.
Come gli altri protagonisti, faremo tesoro di questa bella avventura, contribuendo a mantenere vivo il Comitato e trasformandolo in sentinella del risultato referendario, come faranno anche gli altri comitati in tutto il Paese, perché non vengano disattese e vanificate le fatiche e le speranze di tanti uomini e donne: di tante belle persone che hanno combattuto e vinto questa battaglia, ma che vogliono sopratutto riconquistare il diritto ad avere un futuro migliore, per se stessi e per i propri figli.


Per la Segr. A.n.p.i. di Pianoro

Atos Benaglia
Paolo Corazza

giovedì 2 giugno 2011

A volte ritornano, ma forse non se ne sono mai andati




  
“Combattenti di Salò come i partigiani”





Il Pdl propone la parificazione.

Secondo la proposta di legge in commissione Difesa della Camera dal deputato Gregorio Fontana, le associazioni di ex repubblichini potrebbero ricevere contributi statali come l'Anpi
Repubblichini e partigiani la stessa cosa? A questo punta una proposta di legge del Pdl. Così le Associazioni degli ex combattenti della Repubblica sociale di Salò potrebbero avere lo stesso riconoscimento dell’Anpi e delle altre associazioni ex combattentistiche, ricevendo anche contributi statali. Ma con le opposizioni è scontro.

La proposta di legge, che ha in Gregorio Fontana il primo firmatario e dovrà essere votata dalla commissione Difesa della Camera, nasce dalla necessità di dotare le associazioni ex combattentistiche di una personalità giuridica, visto che tra l’altro ricevono dei fondi dal ministero della Difesa (tra il 2009 e il 2011 hanno ricevuto 1,5 milioni annui complessivamente).

Il provvedimento stabilisce i requisiti perché queste associazioni ricevano il riconoscimento di Associazioni di interesse delle Forze Armate. Ma l’elemento deflagrante è l’apertura al riconoscimento delle associazioni dei combattenti di Salò. Il testo prevede infatti che possano essere riconosciute dal ministero tutte le associazioni di ex “belligeranti”, senza limitazioni di sorta.

Il braccio di ferro si è protratto nelle scorse sedute della commissione Difesa, allorché gli emendamenti delle opposizioni che correggevano questi elementi sono stati tutti bocciati. Per bloccare l’iter il Pd ha presentato oggi una propria proposta, a prima firma Antonello Giacomelli, che è stato abbinato al testo Fontana.

Questa proposta di legge prevede il riconoscimento solo per le associazioni di quanti sono stati “legittimamente belligeranti”, il che escluderebbe i reduci della Repubblica sociale. Inoltre le associazioni sono sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica, per “sottrarle alla maggioranza di turno”.

“Capisco che qualcuno possa dire – commenta Giacomelli – che l’omissione della dicitura ‘legittimamente belligeranti’ sia solo una dimenticanza, ma ultimamente queste coincidenze si moltiplicano: solo poche settimane fa era stata presentata proprio dal Pdl una proposta che abrogava il divieto di ricostituire il Partito fascista, ed oggi si strizza l’occhiolino ai reduci di Salò. Alla vigilia del 2 giugno è meglio mettere dei punti fermi”.

fonte Il fatto quotidiano del 01/06/2001